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VACANZE PUGLIA
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Puglia vacanze: i vostri viaggi in Puglia per conoscere la popolazione pugliese.
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VACANZE IN PUGLIA
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Le vacanze pugliesi

Introduzione
Puglia Regione amministrativa dell’Italia meridionale; si affaccia a est sul mar Adriatico, a sud sul mar Ionio e confina con il Molise a nord, la Basilicata e la Campania a ovest. Comprende le province di Bari, Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto; capoluogo regionale è Bari. Dipende amministrativamente dalla Puglia l’arcipelago delle Tremiti, compreso nella provincia di Foggia.
La Puglia, la romana Apulia (il cui territorio era alquanto diverso da quello attuale), deriva il suo nome dalla popolazione degli apuli, giunti forse dall’altra sponda dell’Adriatico. La denominazione “Puglia” scomparve poi dall’uso amministrativo; dopo l’unità d’Italia la regione venne chiamata “Puglie” e solo nel censimento del 1921 venne ufficialmente adottata la forma al singolare.
La regione, che ha una superficie di 19.363 km² e conta 4.069.869 abitanti (2007), è tra le più estese e popolate d’Italia; anche la densità della popolazione è superiore alla media nazionale (210 abitanti per km² contro 198 della media nazionale).
Paragonabile a una vasta piattaforma protesa verso il Levante, la regione ha una sua unitarietà geografica. Lunga striscia pianeggiante e marittima all’estremità sudorientale d’Italia, la Puglia, oltre ai confini naturali segnati dai suoi mari, si distacca in modo marcato dal resto della costa adriatica grazie alla sporgenza rocciosa del promontorio del Gargano.

Territorio
La Puglia forma una specie di stretto rettangolo, allungato da nord-ovest a sud-est per circa 350 km, che si protende tra il canale di Otranto (mare Adriatico) e il golfo di Taranto (mar Ionio) con la penisola del Salento. La larghezza media è di circa 50 km. Più della metà del territorio è pianeggiante (ben il 53,2%: solo il Veneto ha, e di poco, una percentuale superiore di pianure), il resto è quasi prevalentemente collinare (43,3%): ne deriva che la Puglia è la regione con la minore superficie montuosa d’Italia. Nella sua sezione settentrionale un’ampia area denominata Tavoliere delle Puglie (che grosso modo corrisponde alla provincia di Foggia) è la più vasta pianura d’Italia dopo la Pianura Padana.
Gli Appennini, che nella loro sezione meridionale si inarcano verso il mar Tirreno, non interessano la Puglia, se non marginalmente: una breve dorsale secondaria, i monti della Daunia, culmina a 1.152 m nel monte Cornacchia, al confine con la Campania. Per il resto la Puglia è la sola regione dell’Italia peninsulare che non comprende alcun gruppo del sistema appenninico. Se si escludono i monti della Daunia, l’unico rilievo pugliese che supera i 1.000 metri è il monte Calvo (1.055 m), nel Gargano, che in origine era un’isola unita poi alla terraferma.
L’area collinare, con le sue alture di qualche centinaia di metri, costituisce invece l’Antiappennino. Essa include due sistemi collinari: le Murge, un altopiano calcareo a sud del Tavoliere, la cui vetta più elevata, la Torre Disperata, nelle cosiddette Murge Alte, tocca appena i 686 m, e un tavolato ancora più modesto, che forma l’ossatura del Salento (Murge Salentine, con un’altitudine media di 100-200 metri). La forma tipica delle Murge, poco diffusa in Italia, è il tavolato, fatto di più terrazze digradanti e che si succedono ad altezze diverse.
Quasi tutta la regione è costituita da rocce calcaree e, come in tutte le aree di questo tipo, sono evidenti i fenomeni del carsismo, sia di superficie sia di profondità. Non solo la monotonia dei dossi collinari è bruscamente interrotta da improvvisi avvallamenti, le gravine (gole dalle pareti pressoché verticali), o da voragini circolari, i puli (cioè cavità a pozzo), ma l’intero territorio è interessato da vaste doline, inghiottitoi, corsi d’acqua sotterranei. Il luogo più spettacolare del carsismo pugliese è rappresentato dalle grotte di Castellana, nelle Murge di Bari, esplorate solo a partire dal 1938 e che sono le più grandiose d’Italia (tra i vari ambienti, si ricordano la Grotta Nera, il cavernone dei Monumenti, la caverna del Precipizio, la Grotta Bianca ecc.).
Le superfici orizzontali dominano pressoché ovunque i paesaggi della regione; oltre al vasto Tavoliere di Foggia (circa 3.000 km²), un’altra pianura è il cosiddetto Tavoliere di Lecce, nella penisola del Salento, e, meno estesa, la piana Messapica, all’altezza di Brindisi. Sono terre che danno un’impressione di aridità, sia per le condizioni climatiche sia per la povertà dell’idrografia di superficie, dato che le acque penetrano con estrema facilità nei porosi terreni calcarei.
La Puglia è una delle regioni d’Italia con più lungo sviluppo costiero (il suo perimetro litoraneo è solo leggermente inferiore, di pochi chilometri, a quello della Calabria): quasi 800 km, con una morfologia molto varia. Il tratto che circonda il Gargano è quasi ovunque alto e roccioso, ma presenta anche un’area pianeggiante in corrispondenza dei laghi costieri di Varano e di Lesina, che un tempo comunicavano con il mare, da cui oggi sono separati da cordoni dunosi.
Il Gargano, che chiude a nord il golfo di Manfredonia, è l’unica rientranza di rilievo della costa adriatica pugliese, che è morfologicamente varia, in ampi tratti bassa e sabbiosa, e in altri movimentata da minute insenature. Nel Salento le pur modeste alture si spingono sino al litorale, dove il capo Santa Maria di Leuca delimita a sud-est la penisola italiana. Sullo Ionio si apre il golfo di Taranto, che alterna anch’esso coste alte e dirupate ad altre basse e sabbiose.
La regione manca di un’organizzata rete idrografica. Ciò dipende sia dall’effettiva scarsità delle precipitazioni, sia dal diffuso carsismo, quindi dalla quasi totale assenza di sorgenti. L’unica area per la quale si possa parlare di una pur modesta rete idrografica è la fascia settentrionale, dove dai monti della Daunia scendono a pettine alcuni corsi d’acqua; tuttavia, già a sud dell’Ofanto i corsi d’acqua spariscono, poiché le acque si infiltrano in profondità, emergendo talvolta in prossimità della costa, dove un tempo provocavano impaludamenti.
Non esistono fiumi di una certa rilevanza che siano interamente pugliesi. A nord il Fortore (86 km) e più a sud l’Ofanto (134 km) nascono dall’Appennino campano e interessano la Puglia solo nel tratto inferiore. Fortissima è l’irregolarità delle loro portate; a piene invernali che possono provocare esondazioni e persino improvvisi cambiamenti di percorso, si contrappongono magre estive tali che i corsi d’acqua non raggiungono nemmeno la foce. Del tutto inadeguato alle attuali richieste idriche è l’Acquedotto Pugliese, che attinge le acque principalmente dal fiume Sele, in Campania.

Clima ed Ambiente

La Puglia è tra le regioni più calde e più aride d’Italia: a Cerignola e a San Severo, entrambi nel Tavoliere, i valori massimi hanno più volte superato i 45 °C. Il clima pugliese viene definito in genere di tipo mediterraneo, caldo e asciutto; ma in vaste aree della regione, e in particolare nel Tavoliere, alle estati torride si contrappongono frequentemente inverni rigidi, con valori anche al di sotto dello 0. Sempre nell’area di Cerignola si sono registrate differenze termiche, tra estate e inverno, persino di 50 °C. Com’è naturale, nella fascia costiera il mare esercita un’azione mitigatrice, quindi si hanno inverni meno rigidi ed estati meno calde.
Le piogge, che scendono quasi esclusivamente nei mesi invernali, sono scarse; la media, per la regione, è sui 500-600 mm annui (con valori in qualche caso anche di 200-300); una certa piovosità si registra solo nelle poche aree nelle quali i rilievi esercitano un’azione di cattura dei venti, come il Gargano, dove cadono più di 1.000 mm annui. La protezione dell’ambiente è ancora carente; vi sono zone di grande interesse paesaggistico, come il Gargano, che è stato da tempo raggiunto da un intenso turismo e in cui soprattutto la fascia costiera, ormai densa di edificazioni, andrebbe maggiormente tutelata. Azioni di salvaguardia dovrebbero anche essere esercitate nei confronti di alcune zone interne, di particolare importanza per i fenomeni carsici.
Tra le non molte riserve la più vasta e famosa è la Foresta Umbra, cioè “ombrosa”, nell’ambiente sommitale e più piovoso del Gargano, dalla fitta e lussureggiante vegetazione, formata in prevalenza da faggi ma ricca anche di altre specie, come i tassi e i lecci. Si ricordano, al di fuori dell’area del Gargano (dove sono in parte protette le dune del lago di Varano), la riserva dell’ambiente salmastro di Margherita di Savoia, all’estremità meridionale del golfo di Manfredonia (dove si trovano le più vaste saline d’Italia), e il bosco di Tricase, nel Salento, con un bel querceto. Vedi anche Parco nazionale del Gargano.

Flora e Fauna

Date le condizioni climatiche e la posizione geografica, la formazione vegetale spontanea caratteristica della Puglia è la macchia mediterranea, presente peraltro in poche aree costiere e nelle colline delle zone interne. L’ammanto vegetale è stato fortemente impoverito sia dall’espansione delle colture sia dalla pastorizia secolare. Se si eccettua il Gargano si hanno esigui lembi di bosco, anche ad alto fusto, solo sui monti della Daunia, oltre che alcune pinete litoranee, in parte tuttavia di recente impianto, e qualche bosco di quercia. Nelle Murge è molto esteso il pascolo su poveri sostrati rocciosi, punteggiato di arbusti aromatici. Altrettanto povera è la fauna naturale, che trova i suoi rifugi perlopiù nella Foresta Umbra. Vi si trovano ancora il capriolo, il gatto selvatico e la volpe.
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