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VACANZE PIEMONTE
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Piemonte vacanze: i vostri viaggi in Piemonte per conoscere la popolazione piemontese.
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VACANZE IN PIEMONTE
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Le vacanze piemontesi

Introduzione
Piemonte Regione amministrativa dell’Italia settentrionale. Confina con la Francia a ovest, con la Valle d’Aosta e la Svizzera a nord, con la Lombardia e – per breve tratto – l’Emilia-Romagna a est, e con la Liguria a sud. È ripartita nelle province di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli. Il capoluogo regionale è Torino.

TorinoTorino
Situata al margine occidentale della Pianura Padana, fra le colline del Po e le propaggini alpine, Torino è il capoluogo del Piemonte e uno dei principali centri economici del paese. L'assetto urbanistico si basa sull'originario tracciato romano, con strade rettilinee che si incrociano ad angolo retto, fiancheggiate da edifici barocchi, neoclassici e ottocenteschi (tra questi ultimi, la Mole Antonelliana, che svetta sulla destra nell'immagine).

La regione deriva il suo nome dalla caratteristica geografica predominante, quella di essere situata direttamente ai piedi delle Alpi (“ai piedi dei monti”): manca infatti nel Piemonte la fascia delle Prealpi.
Il Piemonte, che si estende per 25.399 km² e conta 4.352.828 abitanti (2007), è la seconda regione italiana per superficie (è preceduta solo dalla Sicilia), ma ha una densità di popolazione inferiore alla media nazionale (170 abitanti per km² contro 198). Ha confini fisici ben delineati: a sud-est da un breve tratto dell’Appennino, a sud-ovest, a ovest e a nord dai crinali delle Alpi, a est dal Lago Maggiore (in parte condiviso con la Svizzera e la Lombardia) e dai fiumi Ticino e Sesia.

Territorio
Il 40% circa del territorio regionale è montuoso: è formato da un’arcata di montagne che dalle Alpi e dall’Appennino si spinge sino alla Pianura Padana, ed è solcato dai fiumi confluenti nel Po. Ha quindi una morfologia abbastanza semplice e corrisponde approssimativamente alla sezione superiore del bacino idrografico del Po. Fa parte del Piemonte la sezione occidentale dell’arco alpino (Alpi Marittime, Cozie, Graie, Pennine e un tratto delle Lepontine). Sono montagne aspre, cristalline, dalle vette acuminate, che comprendono il Monte Rosa (la seconda cima d’Europa: il suo punto culminante, la punta Dufour, raggiunge i 4.634 m), il massiccio del Gran Paradiso (4.061 m) e molte montagne che sfiorano i 4.000 metri, come il Monviso (3.841 m), dove ha le sue sorgenti il Po; le valli che si aprono verso la pianura sono trasversali e profonde.

Isola di San Giulio, lago d’OrtaIsola di San Giulio, lago d’Orta
Una suggestiva veduta dell'isola di San Giulio, che emerge dalle acque del lago d’Orta, in Piemonte. Dominata dalla basilica romanica di San Giulio, l'isola è una rinomata meta turistica.

Nonostante la notevole altitudine delle Alpi piemontesi, non mancano i valichi, anche di grande transito. I collegamenti con la Francia si svolgono soprattutto attraverso il colle di Tenda (1.908 m, valico stradale e ferroviario), il colle della Maddalena (1.996 m), il colle del Monginevro (1.850 m, in territorio francese), il colle del Fréjus (2.538 m, valico stradale e ferroviario) e il colle del Moncenisio (2.083 m). Il collegamento con la Svizzera è assicurato dall’importantissimo valico del Sempione (2.005 m), sito però in territorio svizzero, percorso da una delle gallerie ferroviarie più lunghe d’Europa. La sezione piemontese dell’Appennino ligure ha invece altitudini e morfologia di tipo collinare; il crinale montuoso è spostato verso la Liguria, che comprende sia i monti più elevati sia i valichi transappenninici.

Monte RosaMonte Rosa
Imponente massiccio delle Alpi Pennine posto sul confine tra l’Italia e la Svizzera, il Monte Rosa presenta numerose elevazioni al di sopra dei 4000 m, come la punta Dufour (4634 m), la cima più alta del gruppo montuoso, raggiunta per la prima volta nel 1851 da un gruppo di alpinisti inglesi e guide svizzere. Caratterizzato da un paesaggio alpino di incomparabile bellezza, dominato da numerosi ghiacciai perenni, il massiccio del Monte Rosa ospita, alla base dei suoi scoscesi versanti, numerose località turistiche dotate di moderni impianti per la ricezione e gli sport invernali.

L’area collinare del Piemonte è quasi altrettanto estesa di quella montana (37% circa della superficie territoriale). Si possono individuare quattro principali sistemi collinari: il Canavese, formato da depositi di origine morenica, allo sbocco della Dora Baltea in pianura; le colline del Po (o colline di Torino), a sud del fiume; il Monferrato, nei dintorni di Asti; le Langhe, a ridosso dell’Appennino ligure, di cui sono in pratica la prosecuzione e che superano i 600 metri. Tutte queste aree collinari ebbero origine da formazioni di rocce terziarie, tenere e facilmente erodibili, da cui dipendono le forme addolcite del rilievo.

Bacino del PoBacino del Po
Il bacino idrografico del Po si estende per 74.970 km², quasi un quarto della superficie territoriale dell'Italia. Le sue acque vengono alimentate da numerosi fiumi, che si possono suddividere in affluenti di destra, provenienti dal versante settentrionale degli Appennini, e in affluenti di sinistra, alimentati dalla catena delle Alpi. Il Po, che nasce sul Monviso, nel Piemonte occidentale, scorre verso est per 652 km attraversando la Pianura Padana fino al mare Adriatico, dove sfocia con un delta di circa 400 km².

Le aree pianeggianti della regione occupano solo il 23% del territorio; vi è compresa la sezione occidentale della Pianura Padana, tra la riva sinistra del Po e il Ticino. Questa sezione è divisa (come quasi tutta la Pianura Padana) in alta pianura, dai suoli poco coerenti (ciottoli e ghiaie) e quindi permeabili, e in bassa pianura, dai terreni compatti e impermeabili; al limite tra le due fasce si estende la linea delle risorgive (o fontanili), dove appunto riaffiorano i corsi d’acqua penetrati nel sottosuolo dell’alta pianura.

Vigneti nelle LangheVigneti nelle Langhe
Dai vigneti delle Langhe provengono alcuni tra i più apprezzati vini italiani. Primo fra tutti il Nebbiolo, dal cui vitigno si fanno anche Barolo e Barbaresco; ottima anche la produzione di Barbera, Grignolino, Dolcetto, Malvasia e, tra i bianchi, di Moscato.

Chiusa tra monti coperti da ghiacciai e nevai, la regione è tra le più ricche d’Italia di corsi d’acqua. A eccezione del Toce (lungo 83 km, che si immette nel Lago Maggiore dopo aver percorso la Val d’Ossola), tutti i fiumi del Piemonte tributano, direttamente o come subaffluenti, nel Po, il fiume principale della regione, nella quale svolge un quarto del suo corso. Tra i suoi maggiori affluenti di sinistra, che nascono tutti sulle Alpi, oltre al Ticino (che ha una lunghezza di 248 km), si citano la Dora Baltea (160 km, che nasce in Valle d’Aosta), la Dora Riparia (125 km, che confluisce nel Po a Torino) e il Sesia (138 km, che percorre la Valsesia); tra i tributari di destra, provenienti dagli Appennini, il più importante è il Tanaro, che è il più lungo (276 km) e ha il bacino più esteso (8.324 km², il quarto d’Italia), poiché vi confluiscono le acque della Stura di Demonte, della Bormida e di molti altri fiumi. Una fitta rete di canali, molto importanti per l’irrigazione dei campi soprattutto nell’alta pianura, che è piuttosto arida, completa il sistema idrografico del Piemonte. Il principale è il canale Cavour, di 82 km, che collega il Po con il Ticino.

VerbaniaVerbania
Una veduta del Lago Maggiore con le città di Verbania (sullo sfondo) e di Laveno (in primo piano). Situato al centro della sponda occidentale del Lago Maggiore, sui due versanti di punta Castagnola, il comune di Verbania è dal 1992 capoluogo della provincia di Verbano-Cusio-Ossola. Rinomata stazione climatica e centro turistico, si trova di fronte alle isole Borromee.

Se si eccettua la grande quantità di laghetti alpini, pochi sono i laghi della regione: oltre al Lago Maggiore o Verbano (212 km²; nella sezione occidentale, quasi tutta piemontese, sono comprese le isole Borromee, tra le più famose isole lacuali d’Italia, mete turistiche di una certa importanza), si ricordano il lago d’Orta o Cusio (18,2 km²) e il lago di Viverone o d’Azeglio (5,8 km²).

Clima
Il Piemonte è caratterizzato da tre tipi di clima: quello di tipo alpino, quello di tipo padano e quello periferico pedemontano. Tuttavia, essendo la regione chiusa agli influssi marittimi, generalmente predomina un clima di tipo continentale, con forti escursioni termiche, sia giornaliere sia annue. Gli inverni sono freddi e asciutti, le estati sono fresche sui rilievi e piuttosto calde nelle pianure. Durante i mesi invernali e autunnali in pianura si formano banchi di nebbia anche molto densi.
La temperatura media annua in pianura si aggira sugli 11-12 °C (a Torino si passa da 1 °C di media invernale a 22 °C di media estiva; ma si sono registrate anche minime invernali di -19 °C e massime estive di 35 °C); è inferiore a 0 °C alle quote più elevate. In certe zone, particolarmente rinserrate, il limite delle nevi perenni è inferiore ai 2.000 metri. Tuttavia è interessante il fatto che le conche alpine più ampie hanno medie invernali pressoché eguali a quelle delle località di pianura e medie estive non molto diverse; anzi non è infrequente che, tra i centri abitati, i minimi assoluti si registrino proprio in pianura. Bardonecchia, posta a 1.316 m di quota, ha la stessa media invernale della padana Vercelli, cioè circa 1 °C, con minime di -15 °C; le rispettive medie estive sono di 17 °C e di 24 °C. Ma, nonostante la sua altitudine, Bardonecchia ha toccato un vertice estivo massimo di 37 °C, mentre Casale Monferrato ha raggiunto un minimo di -20 °C.
Le precipitazioni hanno massimi autunnali e primaverili, ma non mancano in nessuna stagione; in certe aree alpine e subalpine si superano anche i 3.000 mm annui. La media delle precipitazioni a Torino si aggira sui 900 mm; le minime (sui 600 mm annui) corrispondono all’area di Alessandria, ai piedi dell’Appennino ligure.

Flora e Fauna
Il Piemonte è tra le regioni più boscose d’Italia: è infatti caratterizzato da una densità di popolazione relativamente bassa e da una notevole estensione di territorio montuoso. La superficie a bosco si va progressivamente estendendo in modo spontaneo, a causa dell’abbandono delle colture nelle aree montane e collinari, oggi meno redditizie.

Stambecchi, Parco nazionale del Gran ParadisoStambecchi, Parco nazionale del Gran Paradiso
Il Parco nazionale del Gran Paradiso si estende per 700 km² tra Valle d'Aosta e Piemonte, dai ghiacciai del Gran Paradiso fino alla Valsavarenche, e dalla valle di Cogne a quella di Rhêmes. Il parco, un tempo riserva di caccia dei Savoia, fu istituito nel 1922 per proteggere alcune specie vegetali e faunistiche rare, come lo stambecco e il camoscio.

Da tempo in Piemonte vi sono numerose aree poste sotto tutela ambientale. Oltre al Parco nazionale del Gran Paradiso (di cui una parte si trova in Valle d’Aosta), che è il più antico parco nazionale italiano, si annoverano molti parchi regionali, tra cui quello del Ticino (che condivide con la Lombardia) e quello dell’Argentera (26.000 ettari, nelle Alpi Marittime); in provincia di Torino è situato il Parco naturale della Mandria, che in passato fu una tenuta reale, e in provincia di Verbano-Cusio-Ossola si trova il Parco naturale dell’Alpe Veglia.
La varietà delle specie vegetali è ricchissima: dalla flora più propriamente alpina degli ambienti rupestri e di prateria, ai boschi di alta e media montagna (con abeti, larici, pini e faggi) e a quelli tipici dei climi temperati dell’Europa centrale (con castagni e querce), sino alle specie mediterranee e addirittura subtropicali, come le palme, che sono diffuse lungo le sponde del Lago Maggiore, dove il clima è particolarmente mite.
Anche la fauna è ricca, soprattutto rispetto al resto d’Italia, che ha depauperato enormemente il proprio patrimonio naturalistico; include lo stambecco e il camoscio (che sono protetti nel Parco nazionale del Gran Paradiso), la marmotta, il capriolo, la lepre, la volpe, lo scoiattolo, la martora, oltre a numerose specie di uccelli.
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