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ORGANIZZAZIONE DEI SUONI DELLA MUSICA
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L'organizzazione dei suoni
Introduzione
La musica può essere definita come la compresenza in un suono di due elementi: altezza e durata, ovvero melodia e ritmo. L'unità minima di organizzazione musicale è la nota: un suono, cioè, che possiede una data altezza e una specifica durata. La musica dunque consiste nella combinazione di singole note che si presentano in successione (melodia) o simultaneamente (armonia) o, come nella maggior parte della musica occidentale, in entrambe le forme.
La melodia
In un sistema musicale, la creazione di una melodia comporta la scelta di note tra una serie prestabilita denominata scala, che in pratica è un gruppo di altezze separate da specifici intervalli (la distanza in altezza tra una nota e l'altra). La scala della musica occidentale del XVIII e XIX secolo è la scala cromatica, rappresentata dalla tastiera del pianoforte con le sue ottave di dodici note equidistanti: il compositore sceglie tra queste note per produrre la sua musica. Gran parte della musica occidentale si basa anche sulle scale diatoniche: scale che hanno sette note in ogni ottava, come i tasti bianchi del pianoforte. Nelle scale diatoniche e in quelle pentatoniche – quelle con cinque note per ottava – comuni nella musica popolare, le note non sono equidistanti.
Il ritmo
La gestione del tempo nella musica è espressa da concetti come la durata delle note e i rapporti tra tali durate, i gradi di relativa accentuazione delle diverse note e, in particolare, il ritmo.
La maggior parte della musica occidentale è costruita entro una struttura metrica, ossia uno schema di battute che ricorrono con regolarità. Questa struttura può essere esplicita (come nella marcia, in cui il tempo è scandito dalla grancassa) o implicita (come spesso avviene nella musica sinfonica o strumentale). Le tre misure, o battute, più comuni nella musica occidentale sono quelle in quattro tempi (con un accento principale sul primo e uno secondario sul terzo), in tre tempi (accento sul primo) e in sei (primario sul primo e secondario sul quarto). Convenzionalmente vengono denominati ¹, µ e ½. Assai più complessi sono i ritmi della musica colta occidentale del Novecento, della musica indiana classica e delle percussioni dell'Africa occidentale. Altre musiche, inoltre, sono strutturate senza un tempo regolare, come alcuni generi indiani e mediorientali, o come il canto liturgico cristiano, ebraico, islamico e buddhista. |
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